Walker Wolf

1254988870.jpgUn messaggio per Walker Wolf, ovvero Lorenzo Barbiè, che ha terminato la lunga e difficoltosa impresa di percorrere a piedi il Pacific Crest Trail, il sentiero che si snoda lungo la “muraglia” americana delle Montagne Rocciose dal confine con il Messico a quello con il Canada. Renzo ci ha raccontato nel suo blog i territori attraversati, i grandi spazi, le difficoltà e le emozioni, ma soprattutto ci ha raccontato la gente, la stupenda comunità degli hickers, la solidarietà, l’amicizia, il conforto che si trova nei crocicchi dei viandanti.

Carissimo Renzo, ogni tanto mi pongo il quesito: ma perché andare? Cosa ci spinge ad attraversare deserti, scalare montagne, navigare i mari, camminare, camminare? Perché questa febbre di andare, vedere, provare? Ieri sera sono stato al Sermig a vedere il documentario di Marco Vasta, un carissimo amico che ha risalito in febbraio il corso ghiacciato del fiume Zanskar a 4000 metri di quota e trenta gradi sotto zero in mezzo alle gole himalayane. Ho parlato di te, Renzo, e della tua impresa con amici comuni. Ho ricordato un amico viaggiatore, Giorgio Bettinelli, di cui parlo a lungo qui sotto e in altri articoli, che ha passato la vita a girare il mondo da solo, in Vespa, e che ci ha lasciati pochi giorni fa per una malattia. Una carissima amica, Lorella, in questo momento è nelle mani dei rapitori in Sudan, l’hanno presa mentre attraversava il Gilf El Kebir e siamo tutti in ansia per la sua sorte. Perché, mi chiedo?

Poi, leggendo quello che hai scritto nel tuo bellissimo articolo conclusivo del Pacific Crest Trail, ripensando alla frase che io stesso ho messo in testa al mio blog, spingendomi addirittura a rispolverare l’Ulisse dantesco, alla fine capisco. Una spiegazione me la do. Il motivo di tutto questo andare è che si viaggia e si legge per lo stesso motivo: per conoscere, per sapere, per capire. Niente a che vedere con le vacanze, con lo svago, con lo “staccare la spina”, no, questa è un’altra cosa. Viaggiare non è svago, è impegno e conoscenza.

E siccome ormai l’umanità i continenti li ha esplorati tutti, quello che tu scrivi mi conferma una volta di più che adesso è tempo di esplorare i popoli. La gente. Le piccole e grandi, remote, variegate comunità che non finiscono mai di stupirci.

E allora andiamo, Renzo, continuiamo a muoverci finché possiamo perché è nella nostra natura, perché non siamo fatti per vivere come bruti, perché viaggiare, vedere, sentire, comunicare e capire vuol dire serguire la virtù e la conoscenza. Grazie Renzo per le pagine del tuo blog che si aggiungono al grande libro dei viaggi e delle genti.

 

Walker Wolfultima modifica: 2008-09-25T09:13:00+00:00da brunobur
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