Una voce dall’Afghanistan

Vorrei ospitare sulle pagine di questo blog alcuni stralci dell’intervista di Anfea Morelli a Sahela, attivista di Rawa, associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan, pubblicata sull’ultimo numero della rivista di Amnesty International. Lo vorrei fare perché ci offre una sintesi della storia recente e dell’attuale situazione di un paese che abbiamo dimenticato e di un problema che erroneamente consideriamo risolto, e che invece abbiamo il dovere di ricordare e divulgare. “Dopo il ritiro dei sovietici è rimasto al potere un regime fantoccio. Negli anni dell’occupazione gli Stati Uniti, che erano in competizione con Mosca per il dominio sull’Afghanistan, avevano appoggiato attraverso la CIA vari gruppi di fazioni fondamentaliste. Questo è considerato il periodo più buio della nostra storia: erano al potere i fondamentalisti islamici, ultraconservatori e reazionari, ignoranti e assetati di potere, ostili alle donne e a qualsiasi forma democratica e d’espressione femminile. Ognuna di queste fazioni occupava una delle varie province dell’Afghanistan, ma il loro scopo era di prendere il controllo dell’intero paese. A causa di queste lotte intestine la popolazione ha pagato il prezzo più alto: uccisioni, mutilazioni, distruzione dell’ottanta per cento del paese. Poi nel 1996 questi fondamentalisti sono stati sostituiti dai talebani. Addestrati in Pakistan dalla CIA e dai servizi segreti locali, i talebani hanno iniziato a legiferare usando l’Islam e hanno continuato a fare guerra con le altre fazioni. Rawa denunciava da molto tempo il pericolo costituito da questi fondamentalisti per la sicurezza del mondo, ma nessuno le prestava ascolto. Solo dopo l’11 settembre tutti si sono resi conto di questo pericolo ed è iniziata una guerra in cui gli USA hanno punito le loro stesse creature, i talebani e Osama Bin Laden. E’ molto doloroso per noi constatare che il mondo crede che gli USA abbiano liberato il paese, che la guerra sia finita e che si sia ripristinata la democrazia. Gli USA hanno solamente sostituito un gruppo fondamentalista con un altro, i talebani con i fondamentalisti dell’Alleanza del Nord, che sono gli stessi criminali estremisti che sono stati al potere dal 1992 al 1996. A proposito delle ultime elezioni presidenziali, inizialmente la gente era molto speranzosa ma poi ha visto che quasi tutti i candidati erano facce note, erano i signori della guerra al potere fino al 1996. Karzai era visto come la sola scelta possibile in quanto era l’unico a non essere coinvolto nei crimini dei fondamentalisti, anche se in questi ultimi anni si è molto compromesso con i fondamentalisti nel governo. Noi sosteniamo che finché questi personaggi rimarranno al potere non ci sarà nessuna speranza democratica per il paese. Oggi l’Afghanistan è al primo posto nel mondo per la produzione dell’oppio e i proventi di questo traffico vanno a beneficio degli USA e dei signori della guerra. Voi, come membri di associazioni, avete il dovere di fare pressione sui vostri governi. Come gente comune potete continuare a partecipare alle manifestazioni. Sappiamo che ce ne sono state di molto imponenti contro la guerra in Afghanistan. Questo sostegno è molto importante, ha effetti politici sui governi ed è di grande valore per la nostra gente che è contenta di sapere che siamo sostenuti da persone di altri paesi. Tutto questo ci infonde speranza.”